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Centro Occitano di Cultura Detto Dalmastro

Centro Occitano di Cultura

Il Centro Occitano di Cultura - Centre Ousitan de Coulturo DETTO DALMASTRO fondato nel 1979, nasce per valorizzare la cultura alpina e occitana a Castelmagno e per diffonderla anche oltre i confini del comune.

Da quasi cinquant'anni pubblica il periodico La Vous de Chastelmanh  bollettino di informazione comunale fondato da Gianni De Matteis. La La Vous è sostenuto dal contributo volontario dei lettori, è distribuito gratuitamente a chiunque ne faccia richiesta e viene spedito in tutto il mondo in 1150 copie.

Il Centro nel corso degli anni ha sviluppato anche il settore editoriale, curando diverse pubblicazioni: Mac de pan Di solo pane, Vito gramo, Manzeta, Rescountrar Castelmagno Incontrare Castelmagno, Un uomo nella Resistenza Detto Dalmastro, Daniele De Bortoli 35 anni di Servizio Civile, Castelmagno e il prezzo delle guerre, Narbona un'indagine per immagini, Spirito Arneodo, di Spirito, di Spirito... la più antica voce di Narbona.

Dal 2000 con Sergio Berardo de Lou Dalfin, il Centro organizza l'ormai tradizionale Concerto Occitano di Ferragosto sul piazzale del Santuario di San Magno; San Jouan Muzico nella piazza di Campomolino a Castelmagno; nonché altre iniziative culturali, convegni e serate tematiche.

Nel 2012 è nato il progetto Una Casa per Narbona  per la realizzazione di una casa museo e la creazione di un gruppo di studio sulla frazione abbandonata di Narbona nel comune di Castelmagno.

Il Centro è sostenuto da tutti coloro che credono che la cultura alpina e quella Occitana si difendano solo con una partecipazione attiva e diretta.

Centro Occitano di Cultura Detto DalmastroLa Vous de Chastelmanh
Piazza dei Caduti 1
12020 Castelmagno (CN)
Telefono: +39 0171-986110

Laboratorio di ricerca storica Valle Grana

Laboratorio di ricerca storica Valle Grana

Il Laboratorio di ricerca storica della valle Grana è un gruppo informale composto da insegnanti, agricoltori, liberi professionisti e studenti interessati alla storia del proprio territorio.

Il laboratorio è organizzato in forma seminariale e cioè con un coordinatore e con un'organizzazione del lavoro in gruppi, importante tanto per la ricchezza che può nascere dal continuo confronto, quanto necessaria per il fatto che i partecipanti possono dedicare alla ricerca solo il tempo libero loro concesso dalle rispettive attività lavorative. Una volta individuato il soggetto da studiare, l’attività di ricerca si espleta attraverso un continuo learning by doing attento agli approcci interpretativi proposti dalla ricerca nazionale e internazionale.

In ogni progetto di studio si tenta di coinvolgere le Comunità stabilendo un rapporto dialettico con quelli che sono i conservatori del patrimonio culturale del territorio.

La restituzione dei saperi e le attività nell’ambito della Public History si sviluppano attraverso l’organizzazione di dibattiti pubblici e mostre.

Il Laboratorio di ricerca di ricerca storica della valle Grana, con quello della valle Stura e della valle Maira, hanno dato vita, a partire dall’autunno del 2013, a un comitato di redazione unitario per realizzare un’unica pubblicazione (Draios e Viol. Quaderni degli ecomusei delle valli Stura, Grana e Maira), destinata a un pubblico più vasto, nella quale confluiscono gli studi sulle comunità delle tre valli. Tutti e tre i gruppi hanno anche un blog 

Politecnico di Torino

Laboratorio di ricerca storica Valle Grana

Il Politecnico presenta il progetto Un’università per il territorio, proponendo gli esiti degli atelier multidisciplinari Riabitare le Alpi (Corso di Laurea magistrale in Architettura per la sostenibilità), Costruire nel costruito (Corso di Laurea in Architettura) e delle tesi di laurea del Politecnico di Torino sul territorio dell’Alta Valle Grana. E ancora i lavori sugli allestimenti urbani a Cuneo per Zooincittà per sensibilizzare il pubblico sul tema dei Paesaggi invisibili; per la sezione ricerche è stato discusso lo studio Alpine CLE Complex Landscape Environment, Campofei e le borgate di Castelmagno in Alta Valle Grana come sistema complesso, Mobilità sostenibile, turismo, produzione, cultura nell’ambito del progetto Torino e le Alpi della Compagnia di San Paolo. Alla didattica hanno partecipato oltre trecento studenti, otto docenti del DAD (Dipartimento Architettura e Design), dodici borsisti e dieci tesisti, con la collaborazione di diversi enti e associazioni: i Comuni di Castelmagno, di Cuneo e di Valgrana, la Fondazione CRC, la Società agricola Chandarfei, l’Ecomuseo Terre del Castelmagno, Costruire l’Abitare, la Fondazione Nuto Revelli.

Ecomuseo Terra del Castelmagno

Ecomuseo

Terra come suolo, come superficie, ma anche come luogo caratterizzato dalla cultura occitana, da stili e abitudini di vita. L’ecomuseo è il legame inscindibile tra i due significati racchiusi nel termine terra. Il formaggio Castelmagno, unico, protagonista assoluto della storia e dell’economia dell’alta e media valle Grana (CN) crea la specificità di questo territorio. La proposta ecomuseale comprende i Comuni di Monterosso Grana, Pradleves e Castelmagno, accomunati dall’omogeneità del territorio, dalla lingua e dalla cultura occitana e costituiscono la zona di produzione e stagionatura del famoso e rinomato formaggio (Reg. CEE n. 1263 del 1/07/1996). Riappropriarsi di un territorio, creare legami, permettere alla gente del posto e ai visitatori di tornare a cogliere il significato e la bellezza della fatica e della gioia semplice in ogni attimo della vita di montagna: questi gli obiettivi dell’Ecomuseo. Ed ecco perché il progetto propone attività e iniziative non solo legate al mondo del Castelmagno ma a tutte quelle componenti che caratterizzano l’economia di Valle; da qui il recupero degli antichi percorsi di collegamento, la tutela, la divulgazione e la valorizzazione dei prodotti tipici del territorio. Il progetto è stato presentato in Regione Piemonte nel 2001 ed è stato istituito nel marzo del 2007, l’ente gestore dell’Ecomuseo è l’associazione La Cevitou.

Ecomuseo Terra del Castelmagno
Via Mistral 79, fraz. San Pietro
12020 Monterosso Grana (CN)
Telefono: +39-329-4286890
  

La Cevitou

LaCevitou

La Cevitou, è un’associazione culturale senza scopo di lucro nata nel 1994 dall’idea di una “ragazza” 82enne, che con mentalità molto aperta e operosa, si confrontava con le persone del posto per portare una ventata di novità in Valle Grana. Il nome occitano denota l’importanza della collocazione geografica e il termine Civetta, simbolo della Cultura in tempi remoti, sta anche a sottolineare l’operosità notturna: indica quindi originalmente l’idea di non lavorare esclusivamente a grandi eventi, ma soprattutto ad un processo mentale nuovo che necessita di tempo e costanza.

La sede è a San Pietro Monterosso nel Comune di Monterosso Grana ed opera principalmente nel territorio della Valle Grana ed in collaborazione con associazioni, enti pubblici e privati, situate nelle valli limitrofe, in tutto il Piemonte e il nord Italia e con la Francia. La mission dell’associazione potrebbe essere espressa sinteticamente citando l’articolo due dello statuto che dice: “scopo dell’Associazione è la tutela, la promozione, e la diffusione delle realtà culturali, sociali, ambientali e turistiche esistenti sul territorio, nonché la cooperazione, qualora richiesta, ad iniziative di ugual genere intraprese da altri Enti o singole persone sul territorio medesimo”.

Associazione La Cevitou
Via Mistral 79, fraz. San Pietro
12020 Monterosso Grana (CN)
Telefono: +39-329-4286890
  

Comune di Castelmagno

Castelmagno

Castelmagno (Castelmagn in piemontese, Chastelmanh in occitano) è un comune italiano della provincia di Cuneo in Piemonte e conta 90 abitanti. Il comune trae suo nome dal latino castrum magnum (castello grande) e questo è probabilmente dovuto al castello che anticamente controllava la valle, che oggi non esiste più. Lo stemma di Castelmagno è descritto come Inquartato, al I e IV troncato d'argento ai leoni passante d'oro, al losangato di verde e d'oro in quattro file, al II e III d'argento alla croce di rosso.

Castelmagno si sviluppa interamente nel territorio montuoso della Valle Grana, della quale è il centro più elevato, con il santuario a quota 1761 m s.l.m. Il comune è un aggregato di diverse località: Campomolino (Champdamoulin), capoluogo del comune, Einaudi (Inaout), Colletto (Coulet), Nerone (Niroun), Chiotti (Quiot) e Chiappi (Quiap) sono le località ancora abitate, mentre Rulavà, Caouri, La Crous, Champdarfei, Valiera, Batouira, Arbouno (Narbona), Albrè e Tech sono state abbandonate in seguito all'industrializzazione ed all'emigrazione dopo la metà del XX secolo, ma è comunque un luogo turistico, famoso per la produzione del celebre formaggio e le tradizioni folkloristiche occitane.

Comune di Castelmagno
Piazza dei Caduti, 1
12020 Castelmagno (CN)
Telefono: +39-0171-986110

Unione Montana

UnioneMontana

Nel 1978 nasce la Comunità Montana Valle Grana, nel 2010 diventa Comunità Montana Valle Grana e Maira fino al 2015 quando l’ente viene diviso in Unione Montana Valle Grana e Unione Montana Valle Maira; le due nuove unioni vengono assorbite ognuna dalle nuove rispettive Comunità Montane relative ognuna alla propria valle.

Unione Montana Valle Grana
Via Roma ,44
12020 Valgrana (CN)
Telefono: +39-0171-619492

Associazione Contardo Ferrini

ContardoFerrini

Fin dagli inizi del 1900 con Contardo Ferrini si indicò un ramo dell'associazionismo cattolico caragliese. Risale al settembre del 1920 il debutto ufficiale in pubblico del Circolo della Gioventù Cattolica Contardo Ferrini.
Inserito quasi subito nelle gerarchie dell’Azione Cattolica il circolo Contardo Ferrini collaborò in ambito parrocchiale favorendo lo studio della religione, l’aggregazione sociale dei più giovani e si cimentò anche in iniziative più prettamente culturali come il teatro. Nacque in seno a quel circolo la Filodrammatica Contardo Ferrini che qualche decennio dopo divenne il Piccolo Teatro Caragliese che ancora oggi conosciamo.
Nel 1970, a 50 anni dalla fondazione del primo circolo Contardo Ferrini, l’allora parroco Don Luigi Panero decise l’abbattimento dei vecchi locali dell’oratorio e la costruzione della nuova casa delle opere parrocchiali con annesso il Teatro. Teatro che ben presto divenne anche Cinema. All’interno dei nuovi locali rifiorì un nuovo Circolo Contardo Ferrini molto attivo.

L’Associazione Culturale Contardo Ferrini oggi esistente è nata nel 2009 per rilanciare e coordinare l’attività dell’omonimo cinema-teatro sorto negli anni ’70. Erede dei valori di quella lunga storia iniziata ad inizio ‘900, il gruppo cura la programmazione cinematografica della sala e organizza altre iniziative culturali con l’obiettivo di valorizzare fino in fondo le potenzialità degli spazi a disposizione.
Un fil rouge riallacciato dopo che, in ragione delle mutate norme di agibilità, tutta l’offerta del Contardo fu mutilata durante gli anni ’80. Ad una lunga pausa di riflessione seguì la decisione di radunare le forze e il coraggio per intraprendere una profonda ristrutturazione. Il cinema teatro riaprì il 22 dicembre del 1990 con la proiezione di Nuovo Cinema Paradiso.
Il cinema di una piccola comunità era tornato a vivere. Da allora il suo servizio culturale è stato permanente ed ha resistito all’avvento delle multisale e del digitale, che anzi ha abbracciato con convinzione nel 2010.
L’Associazione Culturale Contardo Ferrini ha oggi allargato l’orizzonte e la sua offerta culturale spazia ormai anche in altri campi.
La lunga storia del Contardo Ferrini porta con sé l’accumulo di notizie, documenti, immagini…un piccolo archivio da mantenere, conservare e salvaguardare.

Associazione Contardo Ferrini
Via Ferrini, 9
12020 Caraglio (CN)
Telefono: +39-338-5735135

Comune di Caraglio

Caraglio

Caraglio è un comune sito allo sbocco della Valle Grana, a 600 metri di altitudine e a 9 chilometri da Cuneo.

La sua storia abitativa è contraddistinta dal fatto che, come altri comuni cuneesi, è stato un luogo ad alta percentuale migratoria verso la vicina Francia. Fin dal 1881 erano quasi tutti alfabetizzati, gli alunni iscritti alle elementari furono 826 su 6.500 abitanti presenti, in realtà gli abitanti erano molti di più, ma quasi 600 persone si trovavano a lavorare all’estero.

Dalla fine dell’Ottocento ci fu anche molta emigrazione transoceanica, verso l’America del Sud.

L’economia si fondava sull’agricoltura, sull’allevamento e sulle filande fin dal Seicento; l’agricoltura e l’allevamento esistono ancora oggi, mentre quando le filande cessarono l’attività si passò a tre stabilimenti industriali: una fornace di cale e due fabbriche una di argani e una di apparecchi termici, poi negli anni settanta del Novecento avevano sede a Caraglio 13 piccole industrie e tanti artigiani.

Oggi è un fiorente centro agricolo e un vivace centro culturale.

Comune di Caraglio
Piazza Giolitti, 5
12023 Caraglio (CN)
Telefono: +39-0171-617711